WHAT’S ART FOR?



CURA E COORDINAMENTO
Elena Ciresola
PROMOSSO DA
Accademia di Belle Arti di Verona, Il Giornale dell’Arte, ArtVerona

STUDENTI
Campregher Valentina, Gabos Giulia, Marigo Elisa, Panisi Naomi, Riolfi Camilla, Santambrogio Valentina

ottobre 2016 - ottobre 2017


Un percorso triennale di ricerca-azione strutturato in  un programma di lecture e workshop e un’indagine conoscitiva realizzata dagli studenti del Biennio di Atelier Direction. Mediazione Culturale dell’Arte per comprendere tra pari il valore che i giovani attribuiscono all’esperienza artistica per la loro professione, la loro esistenza.

Il progetto ha preso avvio con il talk di apertura di ArtVerona 2016, What’s art for? A cosa serve l’arte? Serve ancora? con la partecipazione di Catterina Seia, Vice Presidente Fitzcarraldo e Anna Somers Cocks, direttrice di The Art Newspaper, durante il quale il Biennio in Atelier Direction - Mediazione Culturale dell’Arte ha accolto la proposta di sviluppare una ricerca peer to peer sui temi discussi nella conferenza.
 
La prima fase della ricerca nel 2017 è stata condotta per due semestri da due gruppi di studenti del 1° e 2° anno del Biennio, che hanno progettato ed erogato un questionario somministrato a circa 200 studenti delle facoltà umanistiche dell’Università di Verona, non connesse direttamente all’Arte. Il percorso di ascolto è stato accompagnato da un ciclo di seminari tematici con esperti sull’audience engagement, sulla relazione con le imprese e con le comunità. L’età media degli intervistati è stata di 23 anni. Il questionario ha abbracciato ad ampio spettro gli interessi e le passioni dei giovani facendo emergere, tra i numerosi elementi, un segnale da approfondire, fonte di sorpresa per gli addetti ai lavori, ma non per i giovani dell’Accademia che conoscono i loro pari e intendono condividere lo stimolo con il sistema dell’Arte.
L’Arte, i musei, non rientrano tra gli interessi del tempo libero dei giovani che hanno scelto facoltà umanistiche, ovvero il target che più di ogni altro dovrebbe essere sensibile a coltivare la Cultura: gli interessi della popolazione interpellata vanno dal 46% verso lo sport, al 41% alla musica, 33% alla letteratura. Solo lo 0,5% tocca i musei: una percentuale marginale. L’Arte, soprattutto contemporanea, suscita uno scarso interesse, in un paese in cui un sesto della popolazione non partecipa ad alcuna attività culturale, secondo l’ISTAT. Un dato che fa riflettere.

I risultati dell’indagine sono tati restituiti anche con i linguaggi artistici durante il talk di apertura di ArtVerona 2017 in cui sono intervenuti:

Massimiliano Valdinoci, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Verona;
Elena Ciresola, curatrice e coordinatrice del progetto;
Alessandra Gariboldi, coordinatrice area ricerca - Fondazione Fitzcarraldo;
Campregher Valentina, Gabos Giulia, Marigo Elisa, Panisi Naomi, Riolfi Camilla, Santambrogio Valentina, studenti del Biennio in Atelier Direction - Mediazione Culturale dell’Arte che hanno partecipato al progetto

Parallelamente sono state realizzate una serie di lecture con alcuni giovani imprenditori:
ad ottobre durante ArtVerona con Fabio Viola, tra i più autorevoli nell’industria della gamification a livello internazionale, autore del primo video gioco museale –Father and Son, realizzato al MANN di Napoli- arrivato a oltre 1,2 milioni di download. 
Un’apertura di prospettive su mondi nuovi che incrociano la relazione con i pubblici e la loro partecipazione attiva, con una nuova narrazione del patrimonio.

A fine novembre con Matteo Ward, altro giovane imprenditore della moda etica. Il business può e deve essere sociale. La creatività ci può portare a concepire una nuova società.










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